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Politiche in buona fede

Più o meno un anno fa in Spagna era stato dato inizio alla battaglia, ora anche in Italia…Uno dei problemi di origine clinico-sociale maggiormente diffusi è quello del comportamento alimentare, più comunemente conosciuto con i nomi di anoressia e bulimia. Sia il governo iberico che quello italiano sembrano essersi mostrati ostili alla diffusione dei modelli corporei e comportamentali proposti dalla moda, quelli delle modelle senza forma, sottopeso, e dall’aspetto malato. Il problema tuttavia non sembra essere questo: seppur intuitivamente il caso di una ragazza di quattordici anni con disfunzioni alimentari sembri causato da un non corretto modello sociale, sarebbe un grave errore fermarsi di fronte ad una tale presunta eziopatogenesi. Le origini del problema vanno infatti ricercate nel funzionamento psichico della persona; quello dell’approccio al cibo, e al proprio corpo, nel modo distorto parallelo ai modelli sociali è solo un comportamento manifesto dell’erroneo approccio che l’individuo compie nei riguardi della vita e di se stesso. Pensare dunque, anche se in buona fede, di eliminare del tutto o parzialmente il problema attaccando e magari eliminando la figura della modella è una semplificazione quasi del tutto inutile. Se si pensa infatti che un problema del comportamento alimentare non conduce solo ad un problema con il cibo, ma anche ,e se vogliamo soprattutto, a problemi sociali e relazionali allora è chiaro che con l’eliminazione della figura della modella sottopeso il disagio psichico dell’individuo si manifesterebbe in un altro modo, altrettanto devastante. Un attacco dunque di questo tipo non è altro che un attacco inutile ma in buona fede, che dovrebbe esser supportato meglio da una conoscenza più profonda della problematica per poter mirare ad una soluzione. Purtroppo non credo che l’eliminazione delle modelle potrebbe portare all’eliminazione d’una patologia che possiamo definire incurabile.

Pubblicato il 19/11/2006 alle 10.26 nella rubrica Diario.

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